4 Milioni di euro per restituire il passato alla comunità

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Riassunto

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Attraversando i paesi della provincia di Crotone capita di fare scoperte inaspettate. Nel cuore dei nostri centri storici, in mezzo a vicoli apparentemente tutti uguali, all’improvviso, svoltato l’angolo ci appare una parete imponente, con balconi o poggioli in stile classico, parapetti dalle forme baroccheggianti o portali con frontoni e lesene segnati dal tempo ma ancora in piedi, a testimoniare una grandezza ed un importanza ormai appassita. Palazzi antichi o nobiliari in vendita ormai da anni, beni architettonici vincolati e mai usati, sono tutti tipici della Calabria e del Meridione. Il territorio del sud Italia infatti, è ricco di beni artistici e architettonici attualmente in stato di abbandono, la cui bellezza ed utilità è messa a rischio o limitata dalla necessità di forti interventi di restauro o valorizzazione. Palazzi signorili, cortili ricchi di storia, luoghi di tradizionale accoglienza che nel corso degli anni sono stati veri e propri punti di riferimento per le loro comunità. Questi edifici sono i resti di un passato in cui la loro presenza aveva una funzione importante non solo per chi ne deteneva la proprietà ma per l’intera popolazione che vi gravitava intorno. Era qui infatti che si svolgeva la vita quotidiana, da qui passavano i principali attori economici del passato, commercianti di grano, di tessuti o di olio. E i pianterreni di questi edifici erano i depositi di beni primari dell’intera comunità.

Col tempo e con le mutazioni sociali questi edifici hanno perso la loro funzione e la loro natura, finendo, nel migliore dei casi ad essere residenza istituzionale o museo del tempo che fu.

A questo destino inesorabile ci sono ora spiragli di speranza. Ci ha pensato infatti la “Fondazione con il Sud” che anche nel 2017 ha lanciato il bando “Il Bene torna Comune” finalizzata a far tornare alla vita queste preziose realtà architettoniche. “Il Bene torna Comune” è una iniziativa che dal 2014 contribuisce alla rivalutazione e valorizzazione di edifici storici abbandonati di proprietà di privati o enti pubblici con lo scopo di rimetterlo a disposizione della comunità attraverso l’affidamento ad una organizzazione del terzo settore che lo gestirà per un periodo di almeno dieci anni.

Questa iniziativa è il pezzo di un mosaico ben più grande, che da 12 anni persegue lo scopo di riallineare il gap esistente tra il Mezzogiorno d’Italia e le regioni più ricche. Non a caso dal 2011 ad oggi sono stati finanziati interventi volti ad educare i ragazzi alla legalità e contrastare la dispersione scolastica, aiutare giovani talenti e attrarre “cervelli” al Sud, migliorare la qualità dei servizi socio-sanitari, favorire l’integrazione degli migranti e per la tutela e valorizzazione dei beni comuni (patrimonio storico-artistico e culturale, ambiente, riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie).

Per l’edizione attuale del “Bene torna Comune”, la Fondazione ha messo a disposizione ben 4 Milioni di euro. Il percorso di assegnazione dei fondi ha seguito il regolare iter di un bando di finanziamento:

  • una prima fase in cui il proprietario, pubblico o privato ha dovuto inviare una manifestazione di interesse indicando l’immobile da conferire e la disponibilità a concederlo per almeno 10 anni alla gestione;
  • una seconda fase in cui Enti del terzo settore hanno presentato progetti volti a trovare “soluzioni efficaci alla valorizzazione dei beni storico-artistici e culturali, perseguendo, al tempo stesso, la massima condivisione del progetto di valorizzazione in seno alla comunità di riferimento e la continuità operativa nel tempo degli interventi”. Le organizzazioni hanno dovuto quindi proporre soluzioni ed interventi che riportassero alla luce l’originaria funzione storica dei beni, capaci di produrre reali utilità e concreti benefici alla comunità e, non ultimo, in grado di dare continuità al proprio operato in un arco di tempo ben più lungo di quello definito dal contributo della Fondazione.

È quindi intenzione della Fondazione di dare ampio spazio ad iniziative che si propongono di:

  • Integrare i progetti di valorizzazione con interventi di inclusione sociale;
  • Prendere in considerazione, dandone adeguata lettura e testimonianza, i bisogni della comunità di riferimento e le valutazioni da essa espresse;
  • Garantire profili di continuità e sostenibilità sul piano operativo ed economico.

In questo periodo la commissione giudicante ha già superato fase di selezione e sta procedendo alla valutazione. Tra i beni selezionati, anche un palazzo della provincia di Crotone è in lizza per beneficiare del programma di rivalutazione e valorizzazione. Si tratta dell’antico Palazzo Ducale di Verzino, risalente al 1600, fatto costruire dai Duchi Cortese e successivamente passato in mano a diverse famiglie nobiliari fino alla definitiva acquisizione da parte dell’Amministrazione Comunale che ne ha fatto la propria sede.

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