Calabresi che rendono il mondo più bello. Fiorella Candeliere e il suo atelier.

Fiorella Candeliere - LA Belle EpoqueCrotone è una terra magica, poiché lascia incantati per la sua bellezza e  fissa ricordi indimenticabili. Ricordi  che, dopo esserci allontanati, ci costringono quasi sempre a tornare.

Fiorella è una dei tanti che sono partiti, portando nella propria valigia di emozioni l’orgoglio di essere cresciuti qui ed aver vissuto con il nostro mare, con tracce di antiche culture e con paesaggi unici.

Fiorella Candeliere è riuscita esprimere tale orgoglio, trasformando l’amore per questa bellezza in passione e gusto, facendosi valere grazie a quel qualcosa in più che ci dà la nostra terra.

Abbiamo voluto incontrarla per conoscere la sua storia, perché di esempi non si è mai sazi. Fiorella ha iniziato da Santa Severina, appena maggiorenne, un viaggio nel mondo della moda. Oggi, dopo quasi venti anni, ha un atelier nel centro di Perugia, ‘La Belle Epoque’. A Giugno ha festeggiato i primi 10 anni di attività e ha dato vita ad una piccola eccellenza molto apprezzata in termini di qualità e risultati.

Ma per comprendere meglio Fiorella concentriamoci sui suoi disegni: lei disegna da quando ha imparato ad usare una matita. La sua scrittura personale, i segni con cui comunica il suo essere, sono i figurini, di cui ne fa raccolta sin dalle elementari. Ogni giorno era un giorno buono per riprodurre e rielaborare una gonna da una rivista di moda o creare un abito dal nulla. Ed alla prima occasione, ha iniziato a inseguire il suo sogno: dopo la maturità classica si iscrive al ‘Polimoda Fashion Design di Firenze (roba non da poco). Poi il salto nel mondo del lavoro: prima un atelier di alta sartoria a Torino, dopo arriva a Milano, la ‘Capitale Mondiale della Moda’. Diverse sono state le grandi griffe che hanno conosciuto il tocco della sua matita, ma a queste ha voluto rinunciare, per un principio semplice quanto insuperabile: la Libertà…

D- Fiorella quando hai capito che la moda era il tuo futuro?

R- In realtà l’ho sempre saputo: credo di essere nata con la matita in mano, non esiste giorno della mia vita in cui io non abbia disegnato. Da quando sono nata ho contato oltre 5000 figurini! Tutti scrupolosamente conservati. Siamo sempre stati un’unica cosa noi. La cosa bella di tutto ciò è che ogni tanto sui social o anche in privato mi arrivano messaggi di gente che ricorda di avere un mio figurino. Quando ero piccola andavo dalle mie vicine di casa, o dalle mie compagne di scuola, sempre con fogli, matite e colori: disegnavo un figurino e glielo lasciavo come ricordo con tanto di dedica e firma. Questa è una cosa bellissima poiché la stessa gente, avendo visto la mia passione sin da piccola, mi ha sempre supportata credendo in me. Così come la mia famiglia…

D- Raccontaci qualcosa della tua attività…

R- Se dovessi scrivere tutto ciò che penso delle mia attività ci vorrebbero ore ed ore. Posso dire che il mio lavoro è il mio mondo, tutto ciò che ho sempre sognato e voluto. E’ soddisfazione, emozione, passione, è un insieme di sentimenti che ogni giorno mi dà stimoli. E’ il mio punto di incontro con “gli altri”, quel luogo che mi permette di conoscere la gente sotto l’aspetto estetico ma anche psicologico.

Perché “moda e psicologia” vanno di pari passo.

Ho costruito la mia attività e dunque il mio lavoro su questa prerogativa: “L’abito è una forma di espressione!” Non potrei mai disegnarne e crearne uno se prima non conoscessi il lato psicologico della mia cliente. Parto sempre da una scheda che riguarda la sfera emotiva di ognuna, dove viene chiesto alla stessa che rapporto ha col proprio corpo, e quali crede che siano i pregi e/o gli eventuali difetti . Da lì inizia una sorta di confronto, che mi permette di capire chi ho davanti. Cerco di rispondere alle esigenze delle clienti partendo proprio da questo. Poi inizia la fase creativa, dove si pensa e si crea l’abito dell’occasione.

D- Quali sono le principali soddisfazioni in quello che fai?

R-Il mio lavoro mi permette di avere molte soddisfazioni prima di tutto perché ciò che faccio cerco di farlo al meglio. Sono una perfezionista di natura e il risultato finale per me è essenziale. Ad esempio una delle più belle soddisfazioni è vedere l’abito finito e gli occhi lucidi delle mie clienti quando lo indossano e mi dicono “era proprio quello che sognavo”. Ogni mia idea è pensata e studiata con sentimento. Il mio obiettivo è quello di esaltare la bellezza di ognuna. Quando una creazione prende forma e suscita emozioni, non posso che esserne orgogliosa. Altra soddisfazione è quando sento dire dalle mie clienti che per loro sono diventata un riferimento, che si fidano di me e che il mio parere è fondamentale per una possibile scelta di un vestito.

Un’altra ancora è che il mio lavoro mi permette di conoscere tanta gente. Mi piace prima di tutto instaurare con loro un rapporto di stima e fiducia reciproca, senza le quali il mio lavoro non avrebbe senso. La scelta di creare nel mio Atelier una sorta di “salotto” non è casuale, il divano è simbolo di confidenza e convivialità. Le idee più belle nascono proprio da due chiacchiere sul sofà ,magari sorseggiando un buon caffè, proprio come si fa nei salotti delle nostre case con un’amica .

D:  Cosa hai portato con te di Santa Severina e della Calabria?

R: Il mio paese e la mia terra sono sempre dentro di me: Santa Severina mi ha sempre appoggiata, basti pensare che appena laureata debuttai con una sfilata proprio li, nel luogo in cui sono nata. E il mio primo lavoro fu proprio per il Castello del mio meraviglioso paesino. Disegnai i costumi del ‘500 della famiglia dei Carafa, tutt’ora esposti nel Castello. È proprio da li che è iniziato il mio percorso lavorativo.

Le mie radici non le potrà mai cancellare nessuno.

I colori della Calabria, i suoi profumi, la sua luce, il suo mare, la sua gente sono spesso stati fonte di ispirazione per alcune delle mie creazioni. Ricordo in una delle calde estati calabresi un’immagine idilliaca di una barca dove si intravedeva una rete e un pescatore anziano che mi sorrideva con gli occhi pieni di luce. A lungo ho avuto impressa nella mente quell’immagine finché non decisi di disegnare una collezione proprio ispirata ad essa. Una collezione fatta di materiali che richiamavano le reti dei pescatori, in cui i colori predominanti erano il turchese e il blu in tutte le sue sfumature, e poi il sabbia e i colori del tramonto: materiali fluttuanti e colori cangianti che ricordavano il nostro bellissimo mare e la nostra meravigliosa terra!

D:  Pensi che i Calabresi abbiano una marcia in più?

R: Decisamente si! I Calabresi siamo gente testarda, tenace, solare, passionale…Tutte caratteristiche che mi hanno permesso di realizzare il mio sogno. Se non avessi messo in atto queste prerogative forse quello che avevo in testa sin da piccola sarebbe rimasto solo un sogno. La Calabria può vantarsi molti talenti in giro per il mondo. Conosco molti di essi che vivono il loro successo silenziosamente, con dignità, con orgoglio. Gente che è arrivata in alto, pur rimanendo umile. Perché il nostro punto di forza è proprio l’umiltà e questa cosa ci fa onore.

D:  Avrai avuto dei momenti di difficoltà nel tuo percorso, cosa ti ha permesso di andare avanti?

R:  Momenti di difficoltà ne ho avuti tantissimi: ho vissuto in diverse parti d’Italia per diverse ragioni ma sempre con l’idea di fare la stilista. Sin dai tempi dell’Università ho capito che il mondo della moda era comunque un mondo difficile. Che non era tutto rose e fiori. Ci vuole impegno, devozione, passione, spirito di sacrificio, testardaggine.

Sono caduta molte volte e spesso mi sono demoralizzata.

Ma le due cose che mi hanno sempre permesso di alzarmi ed andare avanti sono state la mia passione e la mia famiglia, che mi ha sempre supportato e ha sempre creduto in me. Grazie ai sacrifici di mio padre e mia madre ho avuto la possibilità di frequentare una delle scuole più prestigiose d’Italia. E’ solo grazie a loro che sono riuscita a realizzare il mio più grande sogno. Tutte le volte che ero abbattuta mi bastava sentirli al telefono per tornare a credere in me. Ho davvero una grande famiglia.

D:  Cosa ti senti di consigliare a chi intende intraprendere una carriera nel mondo del disegno di moda e dell’alta sartoria ?

R: Prima di tutto credere fortemente in se stessi. Se si ha in testa un obiettivo che corrisponde alla tua passione nulla può fermarti. È anche importante circondarsi di gente che crede in te. Poi studiare tanto e fare più esperienze possibili nel settore. Io ho studiato al liceo classico per potermi garantire un’ottima base culturale, ma senza mai abbandonare la matita. Poi ho frequentato il ‘Polimoda di Firenze’ per perfezionare quella che era la mia indole. Al lavoro ho fatto molti stage, ho iniziato facendo la commessa. Anche quello mi è servito. Prima di avere un Atelier tutto mio ho voluto capire la differenza che c’è tra artigianato e industria. Se ero più portata a lavorare per un’azienda o se preferivo avere un identità tutta mia e per capirlo ho voluto vivere i due mondi, per studiarli e analizzarli.

Qualunque nozione in più rappresenta una crescita, quindi mai privarsi di fare esperienza.

Poi consiglio di viaggiare, viaggiare, viaggiare…Il viaggio è un motore di ricerca per la creatività. Arte e creatività non possono e non devono essere soffocate. Ho sempre pensato che nascere creative fosse un privilegio perché l’arte ti permette di vivere la vita su una dimensione diversa, dove l’elemento essenziale è proprio la fantasia. È un po’ come vivere in un mondo parallelo, un mondo che ti permette di evadere e liberarti di tutto ciò che nella vita reale pesa. L’arte permette di essere liberi. Il mio consiglio è dunque quello di crederci sempre, di portare avanti ciò che si fa con passione, e di non abbattersi nei momenti difficili. Anche quelli servono per farti capire quanto sei forte e quanto credi in un sogno. E poi non c’è cosa più bella che svolgere un lavoro che è anche la tua grande passione.

di Davide Dionesalvi

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